il rettore

 Don Mario SPINOCCHIO

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Possiamo dire che per il nostro
seminario San Pio X, l’inizio di quest’anno è stato vissuto all’insegna dello “straordinario”. Prima di tutto perché i vescovi calabresi hanno voluto rinnovare tutta l’equipe educativa.
Un primo pensiero di gratitudine, quindi, va ai nostri pastori per il loro essenziale servizio apostolico.
Poi, a don Rocco e alla sua equipe:
non si può e non si deve mai dimenticare l’impegno generoso e passionale di nessuno. Tutto e tutti, ieri come oggi, infatti, abbiamo un medesimo obiettivo: far diventare il seminario
“una casa e una scuola di comunione” capace di generare sacerdoti secondo il cuore di Cristo. Non esisterebbe, infatti, nessuna formazione se mancasse questo fondamento: comunione intima e contemplativa con il Signore e fraternità aperta ed universale con i nostri fratelli e fra tutte le chiese di Calabria.

Altro motivo straordinario da ricordare è stata la beatificazione di don Francesco Mottola avvenuta il 10 ottobre scorso a Tropea. Il seminario “doveva” esserci essendo il “suo” primo alunno a salire alla gloria degli altari, e mi piace pensare che proprio dal san Pio X è iniziato il suo percorso di dono totale vissuto nel sacerdozio. Santità, dunque, sia come punto di partenza sia come meta a cui tendere con tutte le nostre forze affinché il cammino come singoli e come comunità risulti esemplare e profetico per questa nostra amata terra.

Straordinario, infine, perché tante cose hanno richiesto un po’ di cambiamenti e di adattamenti. Abbiamo dovuto modificare spazi e tempi e abbiamo dovuto trasformare le tante sfide iniziali in opportunità. Faticoso, certo, ma dopo i primi passi abbiamo sperimentato il cammino come una benedizione mandata dal Signore.

Per il nostro percorso formativo abbiamo scelto l’icona biblica di Marco 2,1-12. È il racconto di un paralitico portato a spalla da quattro persone a cui Gesù dice: “Alzati, prendi la tua barella e cammina”.
Una parola e una frase che abbiamo fatto nostra impegnandoci a coniugarla non solo al passato - come se una volta per tutte ci si alzasse e si potesse camminare in autonomia – ma, soprattutto, proiettandola al futuro, cioè, come se Gesù invitasse ognuno di noi ogni giorno ad alzarci e a riprendere il cammino. Mai arrivati, dunque, mai fermi, mai sazi, mai sicuri e comodi, piuttosto sempre pronti e gioiosi a seguirlo dovunque ci manda. Bella l’immagine di una comunità (i quattro) che sostiene e accompagna ogni fragilità all’incontro con il Signore: solo da Lui, infatti, possono venire guarigione e salvezza. Bella, anche, la loro grande immaginazione di “vedere” uno squarcio sul tetto nonostante gli ostacoli che oggettivamente avevano di fronte, ostacoli che avrebbero potuto impedire la realizzazione del loro scopo. Questa è la santità e a questo deve portare la formazione: andare, vedere, sentire, mostrare e fare ciò che è profezia di Dio che chiede a tutti, ma in modo speciale ai consacrati, di annunciare un “oltre” il solo capace di fare la differenza. Su tutto.

Ecco, questi semplici pensieri formano nel nostro tessuto del seminario la trama di un arazzo splendido che vuole mostrare tutta la bellezza del volto del Maestro che continua a chiamare, la dolcezza di sua Madre che non si stanca mai di proteggere i suoi figli, e la gioia di una appartenenza alla Chiesa che ci rende tutti fratelli e verso la quale siamo eternamente riconoscenti.

Don Mario Spinocchio

Rettore del Seminario San Pio X