
ANNO FORMATIVO 2026


«Vieni fuori!» è il grido che Gesù rivolge all’amico Lazzaro, morto e posto all’interno di un sepolcro. Questo imperativo, inserito nel vangelo di Giovanni (11,1-44), diventa oggi per noi una traccia per il cammino formativo. Accanto all’icona biblica, quest’anno ci accompagnerà anche una frase estrapolata dal discorso che il Santo Padre Leone XIV ci ha rivolto il giorno del Giubileo dei seminaristi –e noi eravamo presenti- il 24 giugno 2025: “Il seminario, in qualunque modalità sia pensato, dovrebbe essere una scuola degli affetti”. Quando ho ascoltato queste parole, ho pensato che la formazione in seminario, prima di essere spirituale, intellettuale o pastorale, deve essere profondamente umana e, perciò, relazionale. La Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis, al n° 94, afferma: “La formazione umana, fondamento di tutta la formazione sacerdotale (PdV n° 43), promuovendo la crescita integrale della persona, permette di forgiare la totalità delle dimensioni”. La Ratio Nationalis Institutionis Sacerdotalis, invece, al n° 81 ricorda che la formazione deve essere “integrale ed integrata”, cioè armonicamente orientata tra le quattro dimensioni per garantire una crescita piena. Il dono che facciamo al Signore passa attraverso il corpo, le emozioni, la storia personale. Non offriamo un’idea di noi stessi, ma la nostra carne concreta. In questo senso, l’affettività non è un ostacolo alla vocazione, ma il luogo in cui essa si incarna...
Come conclusione:
l’augurio che il seminario diventi una Betania viva.
Un luogo, cioè,
dove Gesù è amico e amato;
dove le relazioni sono limpide;
dove si impara a nominare le proprie emozioni;
dove le fragilità non vengono occultate ma accompagnate; dove si cresce in libertà.
Il cammino formativo diventa allora un unico grande imperativo: togliere ciò che chiude,
uscire da ciò che imprigiona,
sciogliere ciò che lega,
lasciare ciò che trattiene.
E così, giorno dopo giorno, imparare l’arte più difficile e più bella: vivere d’amore.
Introduzione alle Linee Guida per la formazione umana
IL SEMINARIO SCUOLA DEGLI AFFETTI

Il cammino verso il sacerdozio è prima di tutto un percorso di autenticità, in cui la vita spirituale si intreccia strettamente con la nostra crescita umana. Le due dimensioni si integrano nell’unità della singola persona. Diventare pastori secondo il cuore di Cristo non significa cancellare o reprimere ciò che siamo, ma imparare ad abitare la nostra umanità con totale verità. Imparare, con coraggio e franchezza, a dare un nome alle nostre ferite, ai nostri limiti, dare voce agli incubi che attanagliano le nostre aspirazioni. Il Signore, infatti, non chiama al sacerdozio uomini perfetti per dei ruoli impeccabili che rischiano di indurre ad indossare delle maschere altrettanto perfette, ma si rivolge a persone reali, con le loro storie, i loro desideri e le loro inevitabili fatiche. Questo sussidio nasce proprio come uno spazio aperto per accompagnare i seminaristi in un viaggio profondo di conoscenza di sé e di maturazione umana.
«L’umanità del prete è la normale mediazione quotidiana dei beni salvifici del Regno. La formazione umana, fondamento di tutta la formazione sacerdotale, promuovendo la crescita integrale della persona, permette di forgiarne la totalità delle dimensioni. Per questo bisogna porre molta attenzione alla formazione umana dei futuri presbiteri. Diventare umanamente maturi è perciò un obiettivo fondamentale della formazione presbiterale»¹.
*Orientamenti e norme per i seminari 4ª edizione n. 82.
LA GRAMMATICA DEGLI AFFETTI
Introduzione alla traccia del cammino tra seminaristi e famiglie a confronto
Un cammino di confronto tra seminaristi e famiglie in un percorso annuale immerso tra l'emozioni e gli affetti, diviso in otto punti:
1. Eros e Agape: per imparare a fare della propria vita un dono;
2. Misericordia e Perdono: per imparare ad accompagnare limiti e fragilità;
3. Tenerezza e Gentilezza: per infondere fiducia e aiutare le aperture del cuore;
4. Disciplina ed Equilibrio: per non lasciarci vincere dall’istinto;
5. Purezza e Fedeltà: per superare la tentazione dell’egoismo;
6. Ascolto e Silenzio: per riconoscere il bene che arriva;
7. Rialzarsi e Ricominciare: per non perdere la meta;
8. Amore, Verità e Luce: per riconoscere i frutti dell’amore.
'Amare qualcuno richiede il coraggio di mostrarsi per ciò che si è veramente, senza maschere. La luce e la pace interiori nascono proprio quando la persona smette di recitare un ruolo e si dona con autenticità.

