Seminario Regionale S. Pio X - Catanzaro
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Padre dal coraggio creativo
Riflessione di Giuseppe Lagatta
pubblicato il 2021-04-28

 

Carissimi,
San Giuseppe è chiamato dall’Angelo ad una novità di vita. È chiamato ad unaspecialissima paternità, che, in questi giorni, stiamo pian piano meditando. L’abbiamo invocato infatti quale Padre amato, Padre dell’accoglienza, Padre dell’obbedienza, Padredella tenerezza. Oggi lo troviamo di fronte al silenzio di Dio. Per comprendere di cosa si tratta, Papa Francesco ci spiega: se certe volte Dio sembra non aiutarci ciò non significa che ci abbia abbandonati ma che si fida di noi di quello che possiamo progettare, inventare e trovare. Ecco, San Giuseppe si mostra a noi come esempio di padre dal coraggio creativo.

Il Padre della Santa Famiglia, uomo giusto, uomo sottoposto come tutti a limiti e difficoltà, ci insegna ad andare oltre. E dalla Scrittura, fonte di luce, possiamo ricavare due semplici osservazioni sul comportamento di S. Giuseppe: La prima, è l’attenzione che Egli ha verso il più grande bene. In ogni momento della storia sappiamo che il suo pensiero era orientato al sommo bene. In questo senso Lui è vera immagine di Dio. Dio, infatti, sempre pensa al bene più grande. La seconda verità, riguarda il bene più grande verso Gesù. Per lui non teme di affrontare sacrifici, rinunce, agi e comodità. Ogni cosa da Giuseppe nei Vangeli è fatta per sollecito ascolto e pronta obbedienza. Proprio in questo sta il meraviglioso coraggio del Patrono della Chiesa, unito ad una bella e grande creatività ed operosità inventiva.

Egli non sa precisamente cosa fare, ma non si sente abbandonato, non si scoraggia, non perde la fiducia in Dio tenerezza, Dio dolcezza, in Dio Padre di Misericordia. È Giuseppe che va alla ricerca di un posto per la Vergine partoriente. E, di certo avrà reso degna la grotta di Betlemme per la nascita dell’Emmanuele. È Giuseppe che porta l’intera Famiglia in Egitto. In quella terra straniera avrà dovuto lavorare, essere apprezzato per le sue capacità di artigiano. È Giuseppe che riporta il Figlio e la Madre a casa, dopo che Dio offre indicazioni più sicure sulla morte del re.

Come per Giuseppe, Padre del coraggio creativo, anche a noi il Signore chiede di rischiare per Lui, di impegnare le nostre forze, di portare avanti con creatività la nostra missione e vocazione. Ci domanda di essere custodi saggi del Verbo divino e della Madre Sua. In Patris corde, Papa Francesco ci esorta infatti a: domandarci se stiamo proteggendo con tutte le nostre forze Gesù e Maria, che misteriosamente sono affidati alla nostra responsabilità, alla nostra cura, alla nostra custodia. […] Da Giuseppe dobbiamo imparare la medesima cura e responsabilità: amare il Bambino e sua madre; amare i Sacramenti e la carità; amare la Chiesa e i poveri. In questo, Giuseppe sente costantemente l’assistenza di Dio.

Tuttavia non si annulla nella sua intelligenza, umanità, volontà. Dio lo chiama ad una nuova vita e si fida del suo “gusto”. E anche oggi, Dio si fida di quello che noi sappiamo inventare in ordine alla chiamata che ci è stata posta dinanzi. Egli stesso vuole che la nostra capacità creativa sia libera di esprimersi nella realizzazione di noi stessi, nel Suo progetto d’amore. È il lavoro quotidiano, il lavoro che Gesù ha visto da Giuseppe, che ci permette di perfezionare le qualità, le nostre potenzialità, di rendere morbidi, come falegnami, gli spigoli delle nostre vite.

Il coraggio creativo di San Giuseppe è analogo a quello dagli amici del paralitico (Mc 2, 1-12). Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, affinchè potessero presentarlo a Gesù, salirono sul tetto, lo scoperchiarono e lo calarono dinanzi al Maestro, il quale rimase colpito dalla loro fede: una fede creativa.

Concludo, questa mia breve riflessione con un pensiero sull’amore, vero motore della creatività e del coraggio di San Giuseppe. L'amore vero è sempre nuovo, creativo, fresco, nato oggi; nuovi saranno i nostri metodi, le nostre vie e le opere; nuovo sarà soprattutto il cuore che porta novità al mondo intero. La freschezza del Vangelo è nell'amore che esso spande nel mondo; ciò avviene se fresco e nuovo è il cuore che è chiamato a portare il Vangelo nel mondo. La Vergine Santa, Madre del Buon Consiglio, il Figlio Suo Gesù, ed il nostro caro San Giuseppe, ci concedano un amore vero e santo, nuovo, creativo e coraggioso, per far fronte alle difficoltà della vita. Cosi sia.


Catanzaro 17 Marzo 2021
 

Giuseppe Lagatta                              .