Seminario Regionale S. Pio X - Catanzaro
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TEMPO DI GRAZIA. Percorso di formazione presso il Seminario S. Pio X
di Don Giovanni Rigoli
pubblicato il 2020-06-02

Potrei scrivere in prima persona, ma dopo un percorso di crescita umana e spirituale durato sette anni, è come se, a dettare queste parole, sia non solo il mio cuore ma anche il cuore dei miei fratelli di seminario. La nostra esperienza è iniziata per molti di noi con la tappa del cammino propedeutico nell’ormai lontano ottobre 2013. Il seminario grembo generativo, ed i nostri primi vagiti e passi vocazionali sono stati curati da mons. Eugenio Aiello, uomo di preghiera e di fede, che ci ha “presi per mano” sia come fromatore dell’anno propedeutico, sia come (per molti di noi) padre spiriutale. Fin dai primi momenti vissuti nella comunità

I primi due anni ci hanno visti impegnati sia nello studio filosofico, sia nella formazione in seminario con la specificità degli incontri con i padri spirituali il martedì ed i “laboratori”  del fine settimana. Grazie a questi laboratori, la conoscenza delle varie realtà ecclesiali ci ha fatto capire l’importanza di rispettare i carismi dei vari movimenti, gruppi, associazioni riconosciuti dalla Chiesa. La specificità del triennio teologico è quella del tirocinio pastorale nel fine settimana, mentre quella del VI anno è quella di “planare” sulla vita pastorale nelle proprie diocesi con i vari stage formativi e residenziali qui in seminario. Questa è la cornice che racchiude però un cuore pulsante ed ardente d’amore per il Signore fatto di preghiera (meditazione, Santa Messa ed adorazione eucaristica quotidiana), ritiri spirituali mensili, esercizi spirituali comunitari (divisi per tappe) e missioni popolari di inizio anno, vita comunitaria e fraterna e, soprattutto, la forte devozione alla Mater Bonii Consilii, celeste patrona del nostro seminario. 

La nostra classe negli anni si è cimentata in “avventure” estive utili a plasmare la nostra fraternità e capacità di mettersi in gioco: il cammino - zaino in spalla -  Assisi - Roma da cui è nato il suggerimento per la buona pratica della correzione fraterna; la visita alla città di Firenze alla fine del terzo anno in cui abbiamo sperimentato come attraverso la bellezza e l’arte si possa trasmettere la fede; gli esercizi ignaziani alla fine del quarto anno; il pellegrinaggio in Terrasanta tra la fine di gennaio ed i primi giorni di febbraio 2020. Esperienze che tramite l’autogestione e l’oculatezza nell’impiego delle risorse ci hanno permesso di capire maggiormente l’importanza e la gioia della sobrietà e condivisione fraterna. Ci siamo cimentati in esperienze caritative post esami o nel periodo Pasquale. Un invito a tutti voi è quello di amare il nostro seminario regionale. I seminaristi presenti e futuri lo amino come tempo in cui la Chiesa nella persona del rettore, dei padri spirituali e dei formatori si prende cura di te, della tua crescita umana, culturale e spirituale andando a discernere la volontà del Signore su di te per la tua felicità. 

Il seminario è kairos di Grazia, tempo favorevole dell’agire di Dio e della Chiesa: amatelo in quanto tale e non vedetelo solo come Kronos. Del seminario amate anche le rughe che il volto della quotidianità può mostrare senza farvi inghiottire dal vortice dell’essere polemici. Coltivate l’amore per il servizio, lo studio, la formazione, la preghiera e la fraternità. A quei giovani che vorrebbero magari rispondere “SI” alla chiamata del Signore diciamo: «Non abbiate paura! In seminario si prega, studia si medita, ma il tutto nella gioia».

Un grazie particolare al nostro già citato rettore, ai padre spirituali don Salavtore e don Alessandro, a tutti i formatori avuti in questi anni e a quelli attuali: don Antonio, don Salvatore e don Pasquale. Un pensiero ed una preghiera al nostro caro Liviu Tanasie che ci guarda da lassù e un ringraziamento alle nostre suore “Figlie di Sant’Anna” ed a tutto il personale che con il loro generoso servizio rendono più bello e accogliente il volto del seminario. 

Il nostro percorso formativo è giunto al termine aprendosi alla generatività di un nuovo inizio. Maria, guarda noi in Lui tuoi figli, noi ti invochiam Mater Boni Consilii!