Seminario Regionale S. Pio X - Catanzaro
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Il missionario: l’innamorato di Gesù

Giorni di riflessione con Padre Dino Tessari (O.M.I.)

Visitatore missionario per i Seminari

 

Intensi momenti di riflessione ha vissuto la nostra comunità con p. Dino Tessari, religioso degli Oblati di Maria Immacolata, nella visita che si è svolta nei giorni 26 e 27 del mese di febbraio. Abbiamo provvidenzialmente aperto la Quaresima con uno sguardo missionario, meditando sul martirio di coloro che hanno offerto la loro vita, costellata da penitenze e fatiche, nell’opera di evangelizzazione. «Il missionario è innanzitutto un innamorato di Gesù», ci ha ricordato p. Tessari, «che avendo il cuore colmo di gioia sente il bisogno di comunicare agli altri la bellezza dell’appartenenza totale a Cristo; è perciò necessario, in ogni cosa, avere lo stile di Gesù, usare le parole di Gesù ed avere la Sua stessa compassione: è questo il fondamento vero di ogni missionario».

La variegata e intensa vita di p. Dino ci ha molto fatto riflettere. I suoi racconti pieni di tante fatiche ma anche di altrettante gioie ci hanno fatto comprendere, nuovamente, quanto l’umanità ripeta ancora oggi il grido di Gesù in croce: «ho sete» (Gv 19,28), un’umanità assetata di Cristo, che si aspetta da noi risposte vere e concrete che sappiano dissetare il cuore inquieto del mondo di oggi.

«La Celebrazione Eucaristica è il fulcro della vita sacerdotale. Vivere pienamente e celebrare bene la Messa vi aiuterà ad affrontare tutto ciò che nel cammino incontrerete, senza di essa non ci può essere forza, pace e non può esserci missionarietà». Dalla parrocchia, alla famiglia, al mondo: ogni luogo può e deve essere terra di missione. Non sempre viene chiesto di partire per terre lontane ma molte volte avviene proprio il contrario: viene richiesto di rimanere nella propria parrocchia, lì dove si vive è necessario annunciare Cristo ed il suo Vangelo.

L’evento mirabile dell’Incarnazione deve essere il punto di partenza della missione: come Cristo si è incarnato nel seno purissimo di Maria, così bisogna “incarnarsi” nel territorio dove il Signore chiama, conoscere tutto ed entrare in relazione con tutti, “farsi come loro” così da poter portare più anime possibili alla Salvezza, sotto il nome dell’unico Salvatore, Gesù Cristo.

Tra i vari momenti liturgici vissuti in comunità, la veglia di preghiera è stato uno dei più forti. L’accoglienza della Croce missionaria, simbolo di comunione e sacrificio, ha rappresentato il momento centrale che ci ha fatti entrare maggiormente nel mistero della Pasqua.

Alla fine p. Dino, parafrasando Papa Francesco, ha lasciato alla nostra comunità tre punti su cui riflettere e lavorare: la preghiera, fondamento della vita cristiana e soprattutto presbiterale; la fraternità sacerdotale, da vivere già negli anni della formazione in Seminario ed infine la missione che riuscirà certamente se a fondamento porremo lo stile missionario di Gesù.

Prima di salutare la comunità, nello spezzare il pane della Parola e dell’Eucarestia, p. Tessari ci ha lasciato il suo augurio: «Siate sempre innamorati di Gesù ed abbiate il coraggio di salire con Lui sulla Croce, per allargare le nostre braccia ed accogliere questa umanità bisognosa di misericordia!»

Sem. Domenico Lamanna

II Anno