Seminario Regionale S. Pio X - Catanzaro
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“Per la formazione integrale del seminarista occorre riflettere circa l’identità del Presbitero”
di Don Antonio Lupia
pubblicato il 2019-11-27

 Il presbitero è il prolungamento della vita del Maestro nell’oggi della storia. Per lui viene concepito, nello Spirito Santo, il seme della verità in ogni cuore. Egli è il ministro della Parola, della Verità. Egli semina la Parola con il germe dello Spirito Santo ed essa attecchisce nei cuori di buona volontà. Per Lui, se è nello Spirito del Signore, Cristo continua il suo perenne concepimento e la sua nascita di redenzione e di salvezza in molte anime.

Così afferma San Paolo nella Lettera ai Colossesi: “Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui” (Col 1, 16). La creazione è stata fatta per Lui e in vista di Lui. La Vergine Maria è stata concepita Immacolata, piena di grazia, fatta vero tempio della Beata Trinità, per Cristo e in vista di Cristo. Anche il presbitero nella Chiesa viene costituito per Cristo e in vista di Lui.

Come senza la Vergine Maria non è possibile il mistero dell’Incarnazione – Maria è necessaria al mistero della salvezza – così senza il Presbitero tutto il mistero di Cristo, perde ogni suo significato. Questa verità va messa nel cuore, prima di ogni altro, da ciascun chiamato.

Sempre tramite il presbitero, quando un discepolo di Gesù ha lasciato la casa del Padre, partendo per un paese lontano, se dopo essere caduto nell’estrema miseria, fa ritorno, subito troverà il ministro di Dio che gli corre incontro, lo abbraccia, lo lava con il sangue dell’Agnello, lo riveste con la grazia della salvezza, gli dona la dignità perduta di figlio, lo riammette nella comunità dei credenti. Basterebbe solo il perdono dei peccati per gridare e proclamare la stupenda missione tutta cristica che Gesù gli ha conferito.

Quando è affamato, perché nessuna carruba della terra lo può sfamare, ed entra nella casa di Dio, il presbitero è pronto a trasformare un po’ di pane della terra e un po’ di vino di questo mondo in carne e sangue di Gesù. Sfamato e dissetato con carne e sangue divini, la fame si placa, la sete finisce, non giace più sotto il ginepro chiedendo al Signore la morte perché troppo stanco e affaticato nel cammino verso il Paradiso. Si pensa che la Chiesa e l’umanità ricevono la vita di Gesù dal presbitero? Forse poco…forse per niente…

È il presbitero che fa l’Eucaristia. Certamente la Comunità tutta celebra l’Eucaristia, ogni membro nel suo specifico; ma è unicamente il presbitero che consacra il pane e il vino, ed è solo lui che li trasforma, per la potenza dello Spirito Santo, in Corpo e Sangue di Gesù Signore. Il presbitero ha il posto di Cristo Capo e Pastore del suo gregge nella Comunità.

Quando il corpo e lo spirito di un fedele sono nella grande sofferenza, anche in questo momento si rivela necessaria la presenza del presbitero. Lui viene, impone le mani, unge con l’olio, segno di Cristo e dello Spirito Santo, e la sofferenza si trasforma in redenzione, il cuore si orienta verso il Crocifisso e si riprende a sperare. La sofferenza, per l’opera del ministro di Dio, si riveste di valore eterno, di amore infinito. Non la si sciupa né con l’eutanasia e né con la disperazione: essa diviene offerta di gioia.

Il presbitero è vero profeta del Dio vivente. Lui deve sempre avere un orecchio rivolto verso Cristo, per ascoltare nello Spirito Santo, ciò che Lui vuole manifestare al suo gregge. L’altro orecchio deve essere sempre rivolto verso il gregge, per conoscere ogni sua esigenza, al fine di presentarla al suo Signore nella preghiera. Egli è vero mediatore tra il Pastore e il suo gregge. Lui non risolve i problemi occupandosi delle cose materiali: queste spettano ad ogni membro del popolo di Dio, è il loro ministero. Basta pensare all’istituzione dei diaconi nella Scrittura (At 6, 2-4).

Lui, come Mosè, deve “stare sul monte” con le mani alzate nella preghiera e con gli occhi che contemplano il cuore della Beata Trinità, per bussare a Gesù Signore, come la Vergine Maria durante la festa delle nozze a Cana di Galilea. Il presbitero di una cosa mai dovrà dimenticare: è stato costituito da Cristo in vista di Lui, per continuare il suo servizio, per la salvezza di ogni uomo. È la sua verità così come essa viene dal cuore dello Spirito Santo.

Egli è colui che ogni giorno, ogni ora, ogni attimo dona “vita” a Cristo, perché possa compiere la missione di salvezza e di redenzione. Per questo nel cuore del mistero di Cristo, va necessariamente inserito il presbitero. Si tolga lui dal cuore di Cristo, ed è la morte: senza il presbitero la Chiesa è come il pane prima della consacrazione. Lui rende la comunità vero corpo di Cristo, vero tempio dello Spirito Santo, vera casa di Dio, vera dimora della vita eterna.

Vergine Maria, Madre del Buon Consiglio, fa’ che nessun seminarista esca da questo luogo a te consacrato, senza avere nel cuore la sua verità. Sarebbe consacrato presbitero, ma vivrebbe un ministero anch’esso senza verità, perché è senza Lui, che è Via, Verità e Vita.