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Sh(hh!)oah. Colpevole silenzio su un nuovo genocidio
di Giovanni Rigoli
pubblicato il 2019-02-12

SH(HH!)OAH

Colpevole silenzio su un nuovo genocidio

di Giovanni Rigoli

Il 27 gennaio ricorre la giornata della memoria delle vittime dell’olocausto di matrice nazi-fascista. L’orrore dell’umanità, cattiveria incarnatasi nei discepoli della razza ariana superiore alle altre che si è servita di sobillatori di masse e popoli stremati da condizioni dure imposte dai trattati di pace della precedente Grande guerra.

Ai giorni nostri assistiamo ad un'altra shoah in merito alla quale spesso siamo dormienti e poco consapevoli sostenitori: quante persone muoiono sulle carrette del mare, sui gommoni , fuggendo dai loro Paesi nei quali sarebbero perseguitati politicamente o morirebbero di fame (sì, nell’opulento 2019 in si muore ancora di fame) in quello che mi sento di definire un “campo di concentramento” a cielo aperto ovvero il mare Mediterraneo?

La coscienza è sopita, alienata da programmi tv e libri spazzatura, da un clima di sfiducia verso le istituzioni e da un carrierismo mediatico che di meritocrazia ha ben poco. Torniamo un attimo al parallelismo tra mar mediterraneo e campi di concentramento: nei campi di concentramento spesso si moriva oltre che per le violenze psicofisiche più tremende che l’uomo abbia fin qui concepito, anche per la fatica ed un fisico ormai provato dal dolore, dalle vessazioni e dalla fame non solo fisica ma anche di giustizia. Spesso i malcapitati venivano separati dai loro affetti più cari che non avrebbero più rivisto e diventavano merce di scambio con la speranza che “il lavoro rende liberi” così come indicato al cancello del lager di Auschwitz-Birkenau.

Il mondo sapeva cosa realmente stesse accadendo ?  Le motivazioni ufficiali che hanno portato alla deportazione di massa : superiorità della razza, il diverso ci ruba il lavoro, rende le nostre vite e la nostra quotidianità insicura, meglio che stiano a casa loro.

2019: nel mediterraneo con la speranza e la promessa di un futuro migliore, di un lavoro che rende liberi…. arrivano quotidianamente uomini,donne,bambini e spesso più che accolti vengono respinti a priori in quanto lo straniero metterebbe in pericolo la mia incolumità, mi ruberebbe il lavoro, è inferiore a me! Corsi e ricorsi storici che devono farci riflettere, chiedere il perché vi sono stati i lager e perché al giorno d’oggi è possibile che degli esseri umani e quindi dei nostri fratelli vengano considerati delle pedine da muovere nella partita a scacchi della (pseudo)politica internazionale.  Negli anni passati gli ebrei, gli zingari, gli omosessuali… oggi i nostri fratelli che perseguitati dalla vita e dal governo in Paesi ostili la di, dove la dignità della vita è un’utopia, vengono bloccati nel Mediterraneo perché bisogna avviare la macchina burocratica di chi, come e quando. Il paradosso dell’ingiustizia sociale di un Occidente che nelle proprie leggi annovera l’omissione di soccorso come reato perseguibile penalmente !  Difronte ad un bimbo che muore stringendo in mano una pagella, a dei padri dallo sguardo spento, a delle madri che non sanno come e quando sfamare i figli noi cristiani da che parte decidiamo di stare? Appunto per NON DIMENTICARE e fare attenzione alla nuova Shoah. Il titolo è volutamente provocatorio sh(hh!)oah indica il silenzio a volte consapevole di chi guarda senza agire permettendo così un nuovo genocidio: quello del rispetto di un essere umano in quanto tale.