Seminario Regionale S. Pio X - Catanzaro
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Propedeutico

Anno 2017/18

 


Accompagnatore: Don Diego MENNITI

 

1) BEVILACQUA Luca – S. Marco Argentano-Scalea

2) COLACI Francesco – Mileto-Nicotera-Tropea

3) COLACIONE Domenico – Catanzaro-Squillace

4) D’ANGELO Giovanni – Mileto-Nicotera-Tropea

5) DE BIASE Pietro – S. Marco Argentano-Scalea

6) DE MARCO Mattia – S. Marco Argentano-Scalea

7) GRILLO Filippo Emanuele – Mileto-Nicotera-Tropea

8) LAGATTA Giuseppe – S. Marco Argentano-Scalea

9) MAZZA Giuseppe – S. Marco Argentano-Scalea

10) SAMÀ Simone – Catanzaro-Squillace

 

ITINERARIO FORMATIVO

 

Da martedì a sabato sei sono le strade che i giovani sono chiamati a percorrere per di- scernere la rettitudine, la verità e la bellezza della loro richiesta di entrare in Seminario.

Prima strada: stare con il Signore.

I giovani sono aiutati a vivere la liturgia, la preghiera personale e comunitaria. La ce- lebrazione dell’Eucarestia e la preghiera della Liturgia delle Ore scandiscono le nostre giornate. La lectio divina aiuta i giovani a porsi davanti all’unica Parola che deve essere ascoltata per trovare senso nella propria vita. L’adorazione eucaristica dice il dialogo intimo, profondo con Colui che si vuole scegliere come unico amore.

Seconda strada: conoscenza di sé e maturazione umana.

I giovani affrontano, periodicamente, un cammino con uno psicologo che li aiuta a fare memoria della loro storia perché quanto più essi si conoscono, tanto più la accettano come ordito in cui Dio tesse una trama. Con l’aiuto di un Padre Spirituale la loro storia perde la qualifica di cronaca e diventa storia di salvezza, quasi un Vangelo fatto storia.

Terza strada: formazione culturale di base.

I giovani affrontano un iniziale studio dell’italiano, del latino e del greco e di introduzione alla filosofia. Qui si inserisce anche lo studio del Catechismo della Chiesa Cattolica e del Magistero, soprattutto di alcuni documenti del Concilio Vaticano II, sia per essere rafforzati nelle verità della nostra fede, sia per poter assaporare già gli studi di teologia.

Quarta strada: esperienza di carità.

I giovani sono chiamati a mettersi in gioco su questo grande aspetto della vita cristiana, obbedienti al comando del Signore che “qualunque cosa abbiate fatto per uno di questi piccoli, lo avete fatto a me”. L’esperienza della carità che i giovani vivono in alcune realtà (Casa Sacri Cuori e Casa mons. G. Apa per anziani; Centro Calabrese di Solidarietà per il recupero di tossicodipendenti) li provoca sulla dimensione della donazione di sé, necessaria per chi chiede di seguire il Signore.

Quinta strada: la vita comune.

I giovani sono chiamati a servirsi l’un l’al- tro nei diversi aspetti che la vita in comune comporta. Questa poi è una buona scuola per intessere relazioni vere, sincere, improntate al c onfronto franco per cominciare a sperimentare quanto l’Apostolo delle genti diceva alle sue comunità: “ portate i pesi gli uni degli altri”.

Sesta strada: l’esperienza parrocchiale.

Tutti i giovani, ritornando per fine settimana nelle loro parrocchie, sono chiamati ad inserirsi in qualche esperienza pastorale, secondo le loro possibilità, dove poter imparare lo stile dell’essere preti e la fraternità.

DOCENTI PROPEDEUTICO

Prof. Bruno Enrico (Greco/Latino)

Prof.ssa Fiorita Mariella (Italiano)

Prof.ssa De Rosa Maria Rosaria (Filosofia)